
On the new issue of the cool Italian “FOUR Magazine“, you can read an interview to me.
To read it, click “Continue reading…”! (At the moment it’s available only in italian, soon I post the english version!)
I hope you like it!
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ITA:
Harrison Nora ha 24 anni e vive a Modena dove, operando una sorta di collage virtuale tra moda streetwear, musica rock ed espressioni artistiche alternative, ha dato vita al marchio Suck! Clothing, immediatamente riconoscibile perchè caraterizzato da grafiche originalissime e accattivanti.
Four non poteva certo ignorare un artista e un imprenditore del suo talento, perciò siamo andati a trovarlo per sapere tutto sui suoi esordi e sulla sua attività di oggi.
In che cosa consiste “Suck! Clothing” e in quale settore artistico opera?
Suck! Clothing è semplicemente una marca di abbigliamento, solitamente associata alla categoria streetwear, ma che in realtà è possibile assimilare ad una categoria molto più ampia, con un target di clienti diversissimi tra loro.
Come è nata Suck! Clothing e a che cosa si ispira?
Tutto è iniziato nell’Ottobre del 2005, da una tshirt realizzata per un gruppo di amici. L’interesse suscitato mi ha dato il coraggio a rischiare per la realizzazione di quello che era già da tempo un mio sogno, e cioè intraprendere una vera e propria attività .
Non nego che sia stata durissima riuscire a farsi un nome nell’ambiente dell’abbigliamento, già costellato di una valanga di brands appena nate, ma con l’impegno nel lavoro ed una grande attenzione alla qualità del prodotto, il marchio Suck! è riuscito ad emergere e ad attirare l’interesse di molte realtà più o meno grandi in tutto il mondo.
Inizialmente Suck! non aveva un punto fermo su cui basarsi, ma col tempo è venuta l’idea del chupa chups, che ci ha portato ad associare ogni nostro lavoro a questo soggetto, compreso il nostro logo.
Attualmente stai seguendo qualche progetto in modo particolare?
In questo periodo siamo molto soddisfatti del nostro brand e di come stiamo crescendo in fretta, tanto è vero che fino ad oggi ci eravamo fermati alla produzione di sole t-shirts e felpe, ma ora stiamo lavorando per presentare una collezione completa.
Per quanto riguarda i progetti futuri a cui stiamo lavorando… sono davvero tanti!
Presto verrà presentata ad esempio una collaborazione con Glory Bound Ink, brand nato a Ocean Beach (California), che ora sta prendendo piede anche nel nostro Paese.
Lavori in modo completamente autonomo o hai dei collaboratori?
Dato che amo molto il mio lavoro, mi piace gestire tutto in prima persona ma ora sono costretto a delegare una parte della mia attività .
Per quanto riguarda la progettazione, le fotografie e tutta la parte gestionale collaboro con la mia ragazza, Benny, mentre del magazzino e delle spedizioni si occupa il mio socio ed amico di infanzia, Luca.
Dove sono reperibili le tue creazioni? Come si può fare per mettersi in contatto con te ed acquistarle?
Attualmente si può trovare in alcuni store sparsi per l’Italia, in particolare all’Ambit Store di Parma, ma dal prossimo anno si reperirà molto più facilmente, dato l’interesse manifestato da parte di distribuzioni di tutto il mondo.
Per conoscere i negozi che ora vendono il nostro marchio, si può consultare la lista nella sezione “dealers” del nostro website (www.suckclothing.com)
Quali sono le maggiori difficoltà che incontri nel tuo lavoro e quali invece le soddisfazioni?
La sfida più grande è rappresentata dal riuscire ad emergere e a distinguersi! I social network come MySpace hanno reso popolari tantissime brand, quindi è difficile presentare qualcosa di sempre diverso ed originale… ma, quando ci si riesce, le soddisfazioni sono davvero infinite! Dopo quasi 5 anni continuo ad emozionarmi anche solo quando vedo passare qualcuno che indossa una mia tshirt.
Hai qualche sogno nel cassetto o qualche progetto ancora da realizzare che ti sta particolarmente a cuore?
Il mio cassetto era pieno di sogni e progetti, ma sono già riuscito ad esaudirne una buona parte!
Il sogno più grande è ora aprire il primo store Suck! Clothing, e sembra che non sia un sogno nemmeno troppo lontano!
Che cosa consiglieresti ad un giovane aspirante imprenditore che vuole operare nel tuo stesso settore?
Il consiglio che posso dare è di credere in quello che si fa, perchè è l’unica via per poter esaudire i propri sogni.
source: FOUR Magazine
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